La febbre, posso aspettare ?

Che cos’è?

È l’aumento della temperatura corporea al di sopra dei valori normali. Per il bambino, questi valori variano leggermente nel corso della giornata e possono essere lievemente più elevati dopo pianto intenso e dopo la poppata. Può essere considerato febbrile un valore al di sopra di 38°C della temperatura misurata per via rettale.

Che cosa la provoca?

La febbre non è una malattia. L’aumento della temperatura corporea viene causato da sostanze che si liberano durante la produzione delle difese naturali ed è esso stesso uno dei meccanismi attraverso il quale l’organismo del bambino si difende quando viene aggredito dall’esterno da un virus o da un batterio, che prediligono una temperatura più bassa. Il corpo, con l’innalzamento della temperatura, viene reso più svantaggioso per gli organismi invasori.

È pericolosa?

La febbre può essere provocata sia da malattie poco gravi (la maggior parte delle volte), sia da malattie più impegnative (molto più raramente). Non c’è una specifica relazione tra valore della febbre e gravità della malattia: una febbre molto alta, per fortuna, non vuol dire per forza che ci troviamo in presenza di una malattia molto grave. Valori elevati di temperatura corporea, quindi, possono causare un disagio intenso al bambino, ma non bisogna pensare che la causa sia per forza pericolosa.

È necessario abbassare la temperatura?

La febbre non è un nemico da combattere a ogni costo. Non è necessario, quindi, somministrare medicine tutte le volte che la temperatura supera i valori normali. Abbassare la febbre non aiuta il bambino a guarire prima. Se, però, il bambino mostra malessere, è irritabile o sofferente, è giusto dargli un pò di sollievo abbassandogli la temperatura.

Come si misura la febbre?

Sembrerà banale ma la febbre si misura con il termometro. Non è corretto affidarsi solo alla percezione soggettiva per dire che il bambino è più o meno caldo. Detto questo, però, bisogna aggiungere che di termometri ne esistono diversi tipi:

  • Di vetro (di tipo pediatrico) È una sottile colonnina graduata di vetro contenente mercurio. È molto preciso e abbastanza veloce. La lettura non è sempre agevole e può rompersi. Esistono modelli con un rivestimento plastico della zona tra bulbo e colonnina per evitare che rotture accidentali possano ferire il piccolo.
  • Digitale (elettronico a cristalli liquidi) È veloce, preciso (se posizionato correttamente), sicuro e resistente, anche in caso di caduta. La temperatura compare sul display dopo l’emissione di un segnale acustico.
  • Auricolare (a infrarossi) Dev’essere utilizzato a livello del canale auricolare. La temperatura compare sul display dopo pochi secondi (è circa mezzo grado più alta di quella esterna). È comodo e molto veloce. È costoso ed è necessaria una discreta esperienza prima di ottenere misurazioni affidabili.
  • Cutaneo (a infrarossi) Rileva la temperatura esterna. La temperatura compare sul display dopo pochi secondi. È comodo e molto veloce. Anche questo termometro è costoso e necessita di un pò di esperienza prima di riuscire a ottenere misurazioni affidabili.
  • Striscia reattiva (a cristalli liquidi) Rileva la temperatura esterna. Si appoggia sulla fronte e, dopo pochi secondi, sulla striscia compare il valore rilevato. Non è molto preciso. Consigliamo, comunque, di usare il termometro pediatrico a mercurio o quello digitale.

Dove misurare la febbre?

Nel bambino molto piccolo è consigliabile misurare la temperatura per via rettale; infatti questa misurazione è attendibile, precisa e abbastanza veloce (sono necessari da 1 a 3 minuti). Se usate il termometro a mercurio ricordate di "scaricarlo" sbattendolo in aria a colpi secchi, dopo averlo saldamente afferrato tra pollice e indice, fino a quando la colonnina di mercurio non sarà rientrata nel bulbo. Se utilizzate il termometro digitale, questo dovrà essere acceso prima di usarlo. Per la misurazione è preferibile lubrificare il bulbo del termometro con della vaselina o dell’olio e, dopo avere sdraiato il bambino sul fianco o a pancia in giù, introdurre il termometro per circa 2 cm, accostare i glutei e tenere fermo il bambino per tutto il tempo necessario all’operazione. Trascorso il tempo necessario si leggerà sul termometro il valore della temperatura misurata. Per rapportarlo alla temperatura ascellare bisognerà sottrarre 5 lineette (mezzo grado). Cioè un valore di 38°C di temperatura rettale corrisponderà a circa 37,5°C di temperatura ascellare.

Cosa fare?

  • Se vostro figlio ha meno di 3 mesi di vita, è opportuno consultare il pediatra con sollecitudine.
  • Se invece ha più di 3 mesi, ricordate che il livello della temperatura (cioè una febbre più o meno alta) non è sufficiente da solo a far capire se la malattia è lieve o grave.

È importante sapere che bisogna guardare il bambino più che il termometro per decidere quando è il caso di preoccuparsi e consultare il pediatra con sollecitudine, o quando invece è possibile rimanere tranquilli, almeno per un po’, ad aspettare l’evoluzione spontanea della malattia (che nella maggior parte dei casi va verso la guarigione spontanea in 2-4 giorni). Voi che conoscete bene il vostro bambino, potete ricavare dalla semplice e normale osservazione del suo comportamento alcune caratteristiche che possono aiutarvi a capire quando stia male davvero. Annotate queste caratteristiche (l’aspetto, l’agitazione, lo stato sofferente, il tipo di riposo che riesce ad avere, la presenza di difficoltà a respirare) e comunicatele al vostro pediatra. Lo aiuterete a capire se si tratta di un problema banale o importante e, soprattutto, lo metterete nelle condizioni di programmare la visita al momento più giusto. Quindi:

  • Guardate come prima cosa come il vostro bambino si comporta:
    - è tranquillo o agitato?
    - è sofferente?
  • Osservate se ha qualche altro disturbo:
    - vomita?
    - ha diarrea?
    - piange come se avesse dolore?
    - ha tosse?
    - ha macchie sulla pelle?
    - respira in modo affannoso?

Se mostra malessere o irritabilità somministrategli un farmaco per abbassare la temperatura (antipiretico), dopo aver comunque consultato il vostro pediatra.

  • Dopo 60-90 minuti dalla somministrazione del farmaco osservate:
    - il malessere si è attenuato e il bambino è meno sofferente?
    - è più tranquillo e non piange?
    - se piange lo fa per brevi momenti e in modo simile a quando non è ammalato?
    - il colorito del bambino è roseo o appena un po’ più pallido del solito?
    - se lo sollecitate e cercate di farlo giocare, sorride?

Se il bambino si comporta in questo modo e non c’è nessun altro disturbo, la malattia che ha provocato la febbre è molto probabilmente lieve, e, se le condizioni del bambino non cambiano, si può aspettare un altro giorno prima di consultare nuovamente il pediatra (se il bambino ha un’età maggiore di 3 mesi). Nell’attesa, quando durante le puntate febbrili il bambino mostra malessere o irritabilità, potete continuare a somministrare un farmaco antipiretico. Se invece la febbre è molto alta (39 - 40°C) e, nonostante la somministrazione del farmaco, non scende nemmeno un po’ e il bambino vi sembra sofferente, oppure se ci sono altri disturbi che vi preoccupano, consultate il pediatra con sollecitudine.

Riferitegli:

  • quali disturbi presenta (diarrea, vomito, difficoltà a respirare, macchie sulla pelle, etc.)
  • se piange e soprattutto come
    - in modo vivace, in modo simile a quando non è ammalato
    - in modo lamentoso o con singhiozzi
    - in modo debole o stridulo
    - per breve tempo e poi smette
    - a intermittenza, ma ripetutamente
    - in modo continuo
  • come si comporta e come reagisce se lo sollecitate
    - è sveglio
    - se dorme, si sveglia prontamente quando viene stimolato
    - se cercate di farlo giocare sorride, vi presta attenzione
    - se cercate di farlo giocare sorride solo per un attimo, mantiene l’attenzione solo per qualche momento
    - non sorride per nulla, non vi presta attenzione nemmeno per un momento
    - è inespressivo o ha un’espressione ansiosa
    - chiude continuamente gli occhi e si sveglia solo per brevi momenti e solo se lo stimolate a lungo
    - ha un sonno profondo
    - non riesce a dormire da molte ore
  • che aspetto ha la pelle
    - il normale colorito roseo
    - sembra normalmente umida
    - le mani e i piedi sono pallidi o bluastri
    - il corpo è globalmente pallido o bluastro o grigiastro
    - la pelle e le mucose sono aride, gli occhi sono cerchiati e infossati.

Possono essere utili degli accertamenti? Qualche volta per capire l’importanza della malattia e la sua causa, il pediatra può avere bisogno di ricorrere, oltre che alla visita, anche a qualche accertamento. In particolare nei bambini così piccoli, in caso di febbre può essere utile eseguire un esame delle urine.
Per questo motivo cercate, se possibile, di raccogliere una piccola quantità di urina del bambino poco prima della visita dal pediatra, e di portarla con voi al momento di andare in ambulatorio. Altre indagini potranno essere eseguite, quando possibile, direttamente nello studio del pediatra, altrimenti, se il vostro pediatra lo riterrà necessario, presso un laboratorio esterno.

Altri provvedimenti utili

  • Fate bere il bambino un po’ più del solito o attaccatelo al seno più frequentemente
  • Non forzatelo a mangiare se non vuole
  • Evitate di coprirlo eccessivamente
  • Non costringetelo a letto se non vuole
  • Non somministrategli antibiotici senza prescrizione da parte del medico
  • Se è necessario, potete fare uscire il vostro bambino: per esempio per trasportarlo a casa di altri familiari (per permettervi di andare al lavoro o svolgere altre incombenze) oppure per portarlo alla visita pediatrica o al laboratorio a eseguire delle analisi.

Fare uscire il bambino per andare in studio dal Pediatra o in Pronto soccorso non comporta alcun rischio per la sua salute, le condizioni atmosferiche non influenzano l’andamento delle malattie. 

QUALE ANTIPIRETICO?

La febbre è un meccanismo di difesa dalle infezioni. E' un segno che l'organismo è allertato e sta combattendo contro i virus o batteri. Solo nel secondo caso, dopo accurata valutazione medica, si somministra l'antibiotico. Un'infezione virale guarisce senza antibiotici e l'errata prescrizione provoca fenomeni di resistenza con le relative conseguenze.

L'antifebbrile va somminstrato se il bambino sta male indipendentemente da quanto ha la febbre.

L'abbassamento forzato della febbre è controproducente . L'abbassamento della temperatura non è sinonimo di guarigione, quanto invece ci maschera quello che il corpo ci vuol dire con le manifestazioni cliniche. Aspettare quindi con cautela prima di dare antipiretici con poca febbre !!

Le ultime LINEE GUIDA INTENAZIONALI:

– febbre: TC > 37.5°C

– misurare la TC con termometro digitale in sede ascellare

– la febbre è un meccanismo difensivo

– utilizzare antipiretici solo se la febbre è associata a malessere

– usare solo paracetamolo od ibuprofene , mai alternati

– non usare mezzi fisici (spugnature fredde) – non usare aspirina o cortisone

– calcolare la dose sul peso e non sull’età – usare i dosatori della confezione

– non prescrivere supposte salvo quando è presente vomito

– rispettare gli intervalli fra una somministrazione e l’altra

– l’antipiretico non previene le convulsioni in corso di febbre

– l’antipiretico non previene la febbre dopo vaccinazione

 

PARACETAMOLO (Tachiprina) SCIROPPO

Peso Età (approssimata) Dose singola Dose giornaliera

da 7,2 kg 5–6 mesi 4.5 ml Fino a 4 volte (ogni 6 ore)

da 8 kg 7–10 mesi 5 ml Fino a 4 volte (ogni 6 ore)

da 9 kg 11–14 mesi 5.5 ml Fino a 4 volte (ogni 6 ore)

da 10 kg 15–19 mesi 6 ml Fino a 4 volte (ogni 6 ore)

da 11 kg 20–23 mesi 6,5 ml Fino a 4 volte (ogni 6 ore)

da 12 kg 2 anni 7,5 ml Fino a 4 volte (ogni 6 ore)

da 14 kg 3 anni 8,5 ml Fino a 4 volte (ogni 6 ore)

da 16 kg 4 anni 10 ml Fino a 4 volte (ogni 6 ore)

da 18 kg 5 anni 11 ml Fino a 4 volte (ogni 6 ore)

da 20 kg 6 anni 12,5 ml Fino a 4 volte (ogni 6 ore)

da 22 kg 7 anni 13,5 ml Fino a 4 volte (ogni 6 ore)

da 25 kg 8 anni 15,5 ml Fino a 4 volte (ogni 6 ore)

 

IBUPROFENE ( Nurofen, Momentkid.... ) sciroppo

PESO Età DOSE singola in ml n° 3 SOMMINISTRAZIONI / giorno

5,6 – 7 Kg 3 – 6 mesi 2,5 ml

7 – 10 Kg 6 – 12 mesi 2,5 ml

10 – 15 Kg 1 – 3 anni 5 ml

15 – 20 Kg 4 – 6 anni 7,5 ml (5 ml + 2,5 ml)

20 – 28 Kg 7 – 9 anni 10 ml

 

Convulsioni

Il bambino ha la febbre, forse i genitori non se ne sono ancora accorti perché la temperatura comincia a salire proprio ora. Improvvisamente il bambino perde conoscenza, si irrigidisce, comincia a scuotere spasmodicamente braccia e gambe, il suo sguardo si perde nel vuoto poi i bulbi oculari si girano verso l’alto;  oppure è come se il bambino si lasciasse andare, la sua muscolatura perde tono e il corpo si accascia ovunque si trovi: seduto a tavola si appoggia sul tavolo o sulla sedia e scivola in terra lentamente; in braccio alla mamma si abbandona come svenuto. In ogni caso, per alcuni minuti è pallido, a volte anche freddo, la cute può presentare marezzature bluastre, non risponde ai richiami.

Sono le convulsioni febbrili: terrorizzano i genitori ad ogni episodio di febbre alta del loro piccolo, terrorizzano i genitori di un bambino che ha già presentato un primo episodio convulsivo in occasione di febbre anche quando ben rassicurati dal medico sulla benignità e la mancanza di conseguenze dell’episodio stesso.

Ma cosa sono le convulsioni febbrili?

Si tratta di una particolare reazione di tipo irritativo del sistema nervoso centrale ancora immaturo e insufficientemente mielinizzato di alcuni bambini particolarmente sensibili allo stimolo eccitatorio costituito da un brusco rialzo termico. Si può infatti manifestare anche con febbre non particolarmente alta, poco più di 38,5°C, purchè il passaggio dallo stato non febbrile allo stato febbrile avvenga bruscamente, nell’arco di meno di un’ora per esempio. I bambini sono particolarmente soggetti a rialzi febbrili, specie nei primissimi anni di vita e per tutta l’età prescolare, in modo particolare in alcune stagioni dell’anno. Il loro sistema immunitario è in continuo fermento perché vengono in contatto continuamente con nuovi virus e nuovi batteri dai quali devono imparare a difendersi e i loro meccanismi di regolazione della temperatura, inoltre, non sono ancora perfettamente funzionanti. D’altra parte la febbre svolge una efficace azione difensiva e affianca egregiamente l’attività del sistema immunitario: è per questo che non deve fare paura e non andrebbe  abbassata appena si presenta ma, per quanto possibile, lasciata agire, a meno che non sia fonte di soggettivi disagi mal sopportati come forte mal di testa o malessere che limita le normali attività del bimbo (dolori diffusi, prostrazione, ecc.). Bisogna sapere che la febbre non trattata non sale all’infinito: dopo una prima fase dove predomina la vasocostrizione periferica con senso di freddo e brividi (momento in cui la febbre sale e il sangue si concentra nelle parti centrali del corpo, mani gelate e addome o fronte bollenti), subentra intensa vasodilatazione periferica (inizio della fase di dispersione del calore corporeo), mani calde e asciutte e infine sudorazione profusa (secondo meccanismo di dispersione del calore). La febbre non provoca convulsione in quanto tale, ma solo il suo rapido aumento e solo nei soggetti predisposti (a volte vi è famigliarità).

ARTICOLO: Le convulsioni febbrili sono crisi convulsive che insorgono in corso di febbre (generalmente superiore a 38°C), in un bambino di età compresa tra i 6 mesi (eccezionalmente prima) e i 5 anni (eccezionalmente dopo), con un picco tra i 15 e i 18 mesi, che non presenta alcun segno di affezione cerebrale acuta concomitante e che in precedenza non ha mai manifestato episodi critici in apiressia.

L’elevazione della temperatura accentua l’attività neuronale e abbassa la soglia di eccitabilità. E’ accertata una predisposizione genetica.

Nel 30% dei casi le CF recidivano in occasione di successivi episodi febbrili; il rischio di recidiva è maggiore (50%) nei primi 18 mesi di vita.

Si distinguono :
- C. F. SEMPLICI, sempre generalizzate, di durata inferiore a 15 minuti, non associate a deficit post-critici, non presentano alcun esito a distanza. L’ EEG è privo di anomalie.
- C. F. COMPLESSE, spesso focali o lateralizzate, di durata superiore a 15 minuti, con EEG caratterizzato da anomalie di tipo comiziale e con familiarità per epilessia.

Il rischio di evoluzione epilettica è modesto per le convulsioni semplici (2-4%), più elevato per le convulsioni complesse (7-21%).
La terapia della crisi convulsiva in atto consiste nella somministrazione di anticonvulsivanti benzodiazepinici (Diazepam).

Cosa fare allora in caso di febbre alta?

In attesa di valutare l’opportunità di somministrare farmaci:  

1) Scoprire il bambino e lasciarlo con indumenti leggeri

2) Nella fase della sensazione di freddo e brividi avvolgerlo con una copertina non pesante e attendere

3) Applicare impacchi freddi asciutti come la borsa del ghiaccio sulla testa o sotto le ascelle o un asciugamano tenuto in freezer per un po in precedenza su gambe e braccia

4) Se si usano impacchi umidi che siano a temperatura tiepida e non fredda come per gli impacchi asciutti: sono sostituibili da un bagnetto a temperatura 37°C per 15 minuti se le condizioni del bambino lo consentono.

5) Dare da bere molta acqua fresca o bibite leggermente zuccherate sempre fresche compreso un ghiacciolo se il bambino lo accetta

Questi accorgimenti sono in grado di ridurre la temperatura anche di più di un grado senza uso di farmaci, ma se fossero indicati a causa di malessere mal sopportato, si somministra paracetamolo (tachipirina). Si raccomanda di non usare aspirina prima dei 12 anni in caso di febbre dovuta a presunta infezione virale per la possibilità che si sviluppino effetti collaterali anche gravi come la sindrome di Reye.

6) Coccoloterapia e riposo fanno parte integrante della cura.

Ma quando bisogna chiamare il medico e quali sono, oltre alla febbre, i sintomi che devono mettere in allarme?

Bisogna preoccuparsi quando il bambino respira con difficoltà, quando presenta una diarrea profusa ed è molto piccolo (sotto i due anni), oppure vomito incoercibile (non un solo episodio), quando ha una forte inappetenza che dura da alcuni giorni, quando ha difficoltà a muovere il collo e non riesce a toccare il torace con il mento oppure non riesce a guardare il soffitto quando è seduto o in piedi, quando appare molto sonnolento appena sveglio, quando ha forte mal d’orecchio e quando appare confuso, torpido e poco presente.

E se in occasione di un rialzo febbrile dovesse insorgere una convulsione?

Innanzitutto bisogna sapere che non è difficile distinguere una convulsione febbrile benigna da una patologica più preoccupante.

Di solito, la stragrande maggioranza delle crisi convulsive febbrili sono chiamate semplici e cioè:

sono brevi, anzi spesso brevissime e durano da alcuni secondi a un massimo di 15 minuti;

sono generalizzate, cioè i tremori e le clonie interessano contemporaneamente entrambe gli arti o tutti e quattro, oppure si manifestano con semplice perdita di coscienza.

Il bambino che presenta questo tipo di convulsione non è epilettico e non rischia di diventarlo in seguito anche se dovesse avere altre crisi sempre in occasione di febbre.

Se l’episodio convulsivo ha queste caratteristiche e il bambino ha più di un anno e mezzo e meno di 5 di solito non si prescrive nessun accertamento diagnostico, nessun trattamento a lungo termine né preventivo.

Se invece, in casi molto rari, le convulsioni dovessero essere “complesse”, cioè durare più di 15 minuti, interessare solo metà del corpo e magari insorgere in un bambino con meno di 18 mesi o più di 5 anni è bene indagare perché, anche se scatenate da febbre, potrebbero essere la spia di una malattia nervosa preesistente. In tal caso si procede con la diagnostica (EEG intercritico, TAC, risonanza magnetica e analisi ematochimiche), si consiglia di tenere a casa una scorta di microclimi a base di Diazepam (Valium) e si consiglia di tenere sempre sotto controllo la febbre dal momento che si presenta con somministrazione di paracetamolo regolare ogni 6 ore in media se supera i 37°C sotto l’ascella o i 37,5°C rettali.

A questo proposito si consiglia di misurare la temperatura con termometro tradizionale in questo modo: se il bambino ha meno di un anno, per via rettale, introducendo la punta lubrificata del termometro per almeno due centimetri nel retto per uno o due minuti; tra i due e i tre anni, se il bambino collabora, si può mettere il termometro in bocca, sotto la lingua, tenendolo 3 minuti a bocca chiusa, procurando di non dare da mangiare o da bere nulla di freddo o di caldo nella mezz’ora precedente; sopra i tre anni è attendibile la temperatura ascellare sempre se si tiene in sede il termometro per almeno 5 minuti. L’unica alternativa valida al termometro tradizionale è il termometro auricolare.

Dopo un primo episodio convulsivo febbrile nel 70% dei casi non vi saranno altri episodi nello stesso bambino anche se avrà la febbre alta altre volte. Solo nel 30% dei casi può ripetersi la convulsione, ma quasi mai in occasione dello stesso episodio febbrile, più spesso durante una febbre successiva e in un lasso di tempo di alcuni mesi, raramente anni. Significa che se un bambino a 2 anni ha avuto una convulsione febbrile e per un anno ha avuto febbre altre volte senza convulsioni sarà estremamente improbabile che l’episodio sia destinato a ripetersi ancora. Verso il sesto anno di vita, poi, il pericolo scompare.

Riposando il Sistema Immunitario funziona meglio

Saggezza della mamma

La febbre è un aumento della temperatura corporea superiore ai 37°C se misurata per via cutanea (ascellare), o superiore ai 37,5°C se misurata per via rettale o orale. Qualche linea di febbre può essere anche la conseguenza di sforzi fisici o della permanenza in un ambiente eccessivamente riscaldato. La febbre non è una malattia, è un sintomo; le sue cause vanno identificate ed affrontate nella maniera più appropriata. La febbre è una difesa naturale del corpo che aiuta a distruggere i microbi.

Le cause principali della febbre nei bambini sono le infezioni da virus e batteri. Questi si diffondono da un organismo all'altro tramite le vie respiratorie; è per questo motivo che gli episodi febbrili aumentano rapidamente nei bambini durante il primo anno di asilo dove vengono a contatto con molte altre sorgenti di microbi. La presenza di microbi (virus e batteri) provoca la messa in atto di meccanismi di difesa da parte dell'organismo in cui vengono prodotti e attivati vari tipi di cellule. Alcune di queste cellule rilasciano delle particolari sostanze (le interleuchine) che agiscono su una parte del cervello (l'ipotalamo) dove è presente un centro che regola la temperatura del corpo, proprio come un termostato. Queste sostanze agiscono sul centro termoregolatore facendogli aumentare la temperatura stabilita di qualche grado oltre il livello normale. Tutto ciò provoca i brividi, che servono a produrre calore, e il senso di freddo, causato dalla vasocostrizione cutanea (riduzione della quantità di sangue che scorre sotto la pelle) che riduce la perdita di calore.

L'aumento di temperatura corporea, per via di questo meccanismo di difesa, impedisce alla maggior parte dei microbi di moltiplicarsi. Quando l'infezione comincia a guarire, il livello stabilito dal "termostato" si abbassa nuovamente e il corpo reagisce con la sudorazione e la vasodilatazione (aumento del flusso del sangue appena sotto la pelle), che consente di disperdere una maggior quantità di calore e di abbassare la temperatura.

La febbre non trattata con rimedi farmacologici o fisici, ma lasciata agire, non sale indefinitamente. Il sistema di regolazione della temperatura corporea impedisce che raggiunga livelli troppo elevati. La febbre, quindi, non deve essere "curata" a tutti i costi, come viene ritenuto in genere, ma deve essere lasciata agire affinché svolga il suo ruolo difensivo. In alcune circostanze (quando la febbre è molto fastidiosa per il bambino) è opportuno abbassare la temperatura con l'uso di farmaci.

Poiché la febbre è un sintomo e non una malattia, bisogna valutare lo stato del bambino nel suo complesso per capire se è una situazione grave che richiede l'intervento di un medico. Se un bambino con meno di sei mesi ha la febbre è indispensabile chiamare il dottore. In caso contrario, i sintomi che richiedono attenzione sono:

  • Difficoltà a respirare e collo irrigidito (non riesce a toccarsi il petto con il mento o a guardare in su);
  • Difficoltà nel risveglio, sonnolenza eccessiva;
  • Dolore alle orecchie;
  • Stato confusionale;
  • Convulsioni.