Le 10 regole d'oro da subito

le 10 regole d'oro

1. La prevenzione parte da molto prima della nascita.

Nella vita del futuro individuo, dal feto all’adolescente, il programma di sviluppo (relativamente a quoziente intellettivo, indice di massa corporea, tolleranza glucidica, indici di morbilità o morbidità) può essere modificato dalla donna in età fertile, che dovrebbe evitare il fumo e mantenere un peso adeguato, dalla donna in gravidanza, che con la sua alimentazione può condizionare il peso del neonato, dalla mamma che allatta al seno il proprio bambino e sceglie al momento opportuno un divezzamento su misura.

2. Promuovere l’attività motoria.

Ogni giorno il bambino dovrebbe fare 45-60 minuti di attività aerobica moderata e prolungata: per esempio andare a scuola a piedi, camminare a passo svelto, fare le scale, giocare a palla, saltare la corda, andare in bicicletta, sui pattini, sullo skateboard, meglio se con gli amici. In questo modo si ridurrà il tempo che trascorre davanti a tv e computer (le raccomandazioni sono di non superare comunque i 60-90 minuti al giorno) e si creeranno le opportunità per mantenere l’esercizio e favorire il dispendio di energia.

3. Osservare ritmi regolari, mantenendo 4-5 pasti al giorno:

i bambini hanno bisogno di una ricca prima colazione, che non dovrebbe mai essere saltata (latticini, come latte o yogurt, carboidrati come cereali, pane, fette biscottate, muesli, biscotti secchi e frutta, che può essere sostituita con della marmellata), uno spuntino a metà mattina, il pranzo (che deve essere il pasto principale della giornata), la merenda e una cena leggera. È importante che le giornate siano sempre impostate in maniera metodica, con gli stessi orari e i giusti tempi da dedicare ai pasti. I ritmi spesso frenetici dei genitori, la scarsa disponibilità di tempo libero e le tentazioni offerte dalla televisione, portano spesso i bambini a imitare le abitudini dei grandi, andando per esempio a letto in tarda serata. È invece necessario assicurare al bambino un numero adeguato di ore di sonno.

4. Pranzo e cena devono saziare ed essere pasti completi.

Meglio optare per un piatto unico, costituito da pasta o riso (conditi con carne, pesce, legumi, formaggio, uova), verdura e frutta di stagione oppure per un primo, costituito da pasta o riso conditi con verdura, e un secondo come carne, pesce, legumi, formaggio o uova. Da non dimenticare verdura e frutta di stagione, preziose per l’apporto di vitamine e sali minerali, che devono essere introdotte due volte al giorno. È importante inoltre che l’alimentazione sia variata, affinchè il bambino possa familiarizzarsi con i vari sapori. Altrettanto utile è coinvolgerlo attivamente nella preparazione dei cibi.

5. Favorire momenti di socializzazione con gli altri bambini e momenti di svago all’aria aperta.

La tendenza dei bambini di oggi è di stare spesso tra le mura domestiche o in luoghi chiusi. È utile invece stimolarli ad apprezzare i classici giochi di gruppo, le varie forme della natura e il piacere di scoprire le caratteristiche paesaggistiche della zona in cui vivono o di quelle che hanno occasione di visitare. Anche la riscoperta di alimenti, abitudini e tradizioni locali è utile per rafforzare il legame con il territorio e promuovere cultura e sensibilità al rispetto dell’ambiente.

6. Riservare ogni giorno del tempo per commentare le esperienze o i fatti accaduti.

La tavola, per esempio, può diventare una sede di ritrovo di tutta la famiglia. La televisione dovrebbe essere spenta e non dovrebbero esserci altre fonti di distrazione, in modo da parlare liberamente della giornata. Il bambino dovrebbe essere invitato a raccontare le attività svolte all’asilo o a scuola, i suoi rapporti con gli amici e, se è sufficientemente grande e interessato, è utile affrontare argomenti di salute o attualità che lo riguardano direttamente (per esempio l’inquinamento, la prevenzione dei piccoli traumi, semplici indicazioni di primo soccorso e così via).

7. Dedicare tempo al gioco e stabilire regole condivise con il bambino.

Il gioco può essere considerato a tutte le età “nutrimento per la mente”. Non è importante vincere né tantomeno raggiungere un determinato obiettivo, quanto incentivarlo alla creatività e alla libera espressione di pensieri, iniziative e movimenti. Anche la tipologia di gioco dovrebbe essere di volta in volta diversa, dall’attività ideativa e astratta (per esempio giochi di memoria e abilità) a quella costruttiva, scoprendo per esempio materiali nuovi. Il gioco, inoltre, impone delle regole, che devono essere preventivamente conosciute da tutti i partecipanti e per questo motivo consente anche ai genitori di stabilire insieme al bambino norme comportamentali e di “contrattare” con lui eventuali sue richieste o eccezioni occasionali.

8. Aiutare il bambino a esprimere i propri sentimenti e ad accettare le eventuali frustrazioni.

Sentimenti repressi o non manifestati per timore che vengano recepiti come segnali di debolezza dai genitori o aspettative eccessive da parte di questi ultimi favoriscono nei bambini timidezza, insicurezza e ansia, insinuando parallelamente conflitti, desiderio di primeggiare, spirito di agonismo e scarsa tolleranza nei confronti delle proprie fragilità e di quelle altrui. È opportuno abituare il bambino a esaminare le proprie reazioni comportamentali e a riflettere sui tratti più spinosi del proprio carattere, stimolando in questo modo il senso di autocritica e un’obiettività di giudizio nei confronti degli altri e delle vicende quotidiane. Il bambino deve infatti sentirsi compreso e supportato e non deve farsi alcun genere di problema a riferire ai familiari esperienze o difficoltà incontrate al di fuori dell’ambiente domestico.

9. Evitare metodi di punizione drastici ma intervenire valorizzando sempre le qualità positive per accrescere l’autostima.

I bambini sono molto recettivi: un clima di costante minaccia quale deterrente ai loro comportamenti meno graditi o il ricorso a sistemi coercitivi da un lato favoriscono l’insicurezza e dall’altro alimentano l’aggressività. Il bambino, indipendentemente dall’età, dovrebbe invece trovare nell’adulto comprensione e rassicurazione. Andrebbe responsabilizzato in proporzione alle sue capacità di affrontare un determinato impegno. Il principale ruolo dei genitori è infatti quello di trasmettere modelli comportamentali corretti, aiutando il bambino a ottimizzare le proprie inclinazioni naturali e a impegnarsi al meglio anche nelle attività per le quali si sente meno portato.

10. Effettuare i bilanci di salute e le visite pianificate dal pediatra.

La medicina di oggi, soprattutto nell’età infantile, è prevalentemente orientata alla prevenzione. I bilanci di salute sono proprio le migliori opportunità per una valutazione generale dello stato di salute, della crescita, di alcune importanti funzioni (basti pensare, per esempio, all’esame della vista e dell’udito) e del raggiungimento delle varie tappe dello sviluppo neuromotorio e psichico. Sarà il pediatra a valutare, caso per caso, al di là delle visite standard, l’opportunità di eseguire ulteriori controlli o di prescrivere esami specifici.