Attività sportiva, assistenza e reupero funzionale

Le mosse vincenti

PEDIATRIA: lo Sport è una disciplina che andrebbe iniziata presto e mai sospesa. Psicomotricità iniziale a cui fa seguito quel benessere che ci mantene in salute. Ma travolti dagli eventi naturali vogliamo competere con noi stessi e gli altri. Inizia un'usura che spesso con gli anni è invalidante. Il fai da te è alquanto pericoloso come la pratica estrema quando il corpo non può rispondere adeguatamente. Ci si affida ai consigli ed ai trattamenti di persone che non hanno abilitazione alcuna o altre che invece la ostentano perchè non si ha mai avuto il coraggio di chiedergliela. Nella prassi si presume che mettere "le mani addosso" ad un atleta sia taumaturgico. Ma il sapere prima per saper fare dopo, ci autorizza al saper essere terapeuti della salute, nell'ascolto dei segnali e nel dialogo tra professionisti.

LIFE PROJECT- AMBULATORIO SPECIAL OLISTICO

Nutrizione, Regolazione della Matrice Extracellulare, Ossigeno Ozonoterapia Medica, Idrocolonterapia, Osteopatia

1) Osteopatia: ormai comunemente accettato che lo sport, praticato sia a livello amatoriale che a livello agonistico, sia un vero toccasana per il corpo e la mente. L’attività fisica è salute, se fatta bene sia a livello agonistico che ludico amatoriale. L’esperienza pratica ha dimostrato che lo sportivo cerca nell’osteopatia un sostegno sia preventivo di preparazione alla competizione sia un aiuto nel recupero dopo un trauma con conseguente riduzione delle capacità fisiche. La presenza di un osteopata a fianco dello sportivo professionista come attualmente accade per gli sportivi o squadre di rilievo internazionale, in collaborazione con lo staff medico, aiuta a gestire, mantenere o ripristinare le sue capacità in tutte le fasi della preparazione e della competizione. Come accade anche per lo sportivo amatore che trova nell’osteopata una figura di potenziamento del benessere fisico a tutti i livelli.

Il ruolo dell’osteopata si svolge in due fase: in primo luogo, nella ricerca di eventuali squilibri di base che possono facilitare un trauma o una sofferenza o un calo di prestazione, in secondo luogo, nel trattamento e cura di molti traumi causati da allenamenti eccessivi o scorretti e da infortuni di gara, e nel sollievo dal dolore.

Prevenzione

I traumi sportivi possono essere anche dovuti a lesioni da carico errato o da sovraccarico, oppure da piccoli traumi a cui generalmente non si dà il giusto peso, ma che per un’atleta possono essere più gravosi. Il corpo dello sportivo è predisposto da un punto di vista statistico e neurofisiologico al trauma; le cause possono essere ricercate in abitudini alimentari scorrette, esiti di chirurgia o di interventi odontoiatrici, microtraumi ripetuti. Occorre molta attenzione a qualsiasi stiramento o contrattura durante gli allenamenti, è corretto utilizzare attrezzature specifiche e indumenti adatti al tipo di sport che si pratica consultando il proprio allenatore e l`osteopata. E’ l’osteopata che dopo la visita e il trattamento, può consigliare un piano di mantenimento ed un monitoraggio periodico da parte dell`atleta dei piccoli traumi che coinvolgono la colonna vertebrale, legamenti, muscoli o articolazione.

L'osteopata individua gli squilibri biomeccanici e risolvere i disturbi neurofisiologici dello sportivo agendo sulla struttura articolare, fasciale, viscerale, cranio sacrale. La visita Osteopatica preventiva e il trattamento manipolativo osteopatico consentono di prevenire e aiutare i casi di lesioni sportive, con riparmio di risorse umane per lo sportivo, per la sua qualità di vita futura e per la gestione del patrimonio sportivo delle Società a cui è affiliato. Non a caso sono sempre di più le Società Sportive Professionistiche che arruolano l’osteopata all’interno dello staff sanitario, una figura indispensabile in ambito preventivo pre gara e curativo post gara, contribuendo alla salute dell’atleta evitando la recidiva degli infortuni durante l’anno agonistico.

2) Il Nutrizionista valuta la composizione corporea con metodo BIA_Acc .

L'analisi dell'impedenza corporea avviene iniettando una corrente alternata totalmente innocua nel soggetto attraverso due elettrodi (iniettori); una seconda coppia di elettrodi (sensori) viene quindi utilizzata per misurare l'opposizione dell'organismo al passaggio della corrente, definita impedenza. L'impedenza è caratterizzata da due componenti: resistenza e reattanza. Tutte le strutture biologiche oppongono una resistenza al passaggio della corrente elettrica. I tessuti privi di grasso sono buoni conduttori in quanto ricchi di fluidi corporei oppongono al passaggio della corrente alternata una condensatori che oppongono alla corrente alternata una resistenza capacitiva; la reattanza è una misura indiretta dell'integrità delle membrane cellulari ed è proporzionale alla massa cellulare corporea.

  1. Total Body Water, acqua totale
  2. ICW IntraCellular Water, acqua intracellulare
  3. ECW ExtraCellular Water, acqua extracellulare
  4. FFM Fat Free Mass, massa magra
  5. FM Fat Mass, massa grassa
  6. BMR Basal Metabolic Rate, metabolismo basale o BEE Basal Energy Expenditure
  7. PA Phase Angle, angolo di fase

L'acqua totale rappresenta la percentuale complessiva dei fluidi corporei rispetto al peso totale del soggetto; valori fisiologici si considerano quelli compresi tra 60% e 70% (durante l'infanzia il valore arriva al 77% e diminuisce progressivamente con l'età), mentre percentuali inferiori sono da ascrivere a condizioni di disidratazione, alla perdita di massa magra o all'aumento della massa grassa (essendo la gran parte della TBW contenuta nella massa magra), alla presenza di processi infiammatori cronici (che comportano il cambiamento della distribuzione idrica). Valori troppo bassi di TBW incidono anzitutto sull'idratazione dell'intestino crasso, determinando stipsi, alvo alterno, colon irritabile.

L'acqua, in quanto nutriente essenziale, rappresenta il solvente delle reazioni metaboliche, regola il volume cellulare, consente il trasporto dei nutrienti e lo smaltimento dei residui dei processi metabolici.

ICW ed ECW (espressi in percentuale rispetto alla TBW) permettono di valutare il rapporto di distribuzione dei fluidi corporei fra i comparti intra ed extracellulare; i due valori sono in rapporto fisiologico quando l'ICW è pari al 60% e l'ECW al 40%.

Diversi fattori possono alterare il rapporto della distribuzione idrica, in particolare infiammazioni croniche, squilibri ormonali che aumentino i processi catabolici (vedi stress cronico dell'asse HPA – alterazione del ritmo circadiano del cortisolo), o infezioni, portano al versamento dei fluidi cellulari nell'ambiente extracellulare (in seguito alla rottura della membrana cellulare), pertanto alla perdita dell'ICW in favore dell'ECW.

FFM e FM rappresentano le percentuali di massa magra e massa grassa rispetto al peso totale del soggetto; in condizioni di normalità la FM non dovrebbe superare il 25% del peso corporeo, pertanto il valore della FFM dovrebbe costituire almeno il 75% del peso totale. Il rapporto tra FFM e FM non solo è determinante per il mantenimento del livello del metabolismo basale, ma è strettamente legato all'idratazione corporea complessiva (TBW) ed alla sua distribuzione (ICW ed ECW).

La perdita della FFM e l'aumento della FM portano all'abbassamento della TBW, e sono correlate all'alterazione del ritmo circadiano del cortisolo che, alterando il metabolismo glucidico, porta alla degradazione proteica (muscolare) per la produzione di amminoacidi utili alla sintesi di zuccheri (autocannibalismo della massa magra), e favorisce la sintesi di tessuto adiposo; la perdita della FFM è correlata inoltre a carenze ormonali (in particolare a carenza dell'ormone della crescita) che potrebbero quindi incidere su un peggioramento del rapporto tra ICW ed ECW.
Il controllo del rapporto tra FFM ed FM risulta quindi fondamentale durante l'aumento o la diminuzione del peso complessivo.

La corretta nutrizione e la riduzione dell'acidosi tessutale migliorano le performance ed il recupero sportivo. L'ausilio di parametri strumentali specifici in mani esperte sono in grado di monitorare l'atleta

Per metabolismo basale si intende la quantità di energia (espressa in Kcal giornaliere) consumata da un individuo che si trovi in condizioni di massimo riposo fisico e mentale, in una stanza a temperatura confortevole e a digiuno da circa 12 ore; buoni valori di BMR dovrebbero attestarsi attorno alle 1300-1400 Kcal giornaliere.

Il BMR è direttamente proporzionale alla FFM (massa magra), quindi la perdita della FFM e della TBW (acqua totale) determina sempre un abbassamento del BMR. Valori di BMR inferiori alle 1000 Kcal giornaliere si associano alla presenza di sintomi vaghi ed aspecifici (MUS) e ad alterazioni ormonali (asse HPA).

L'angolo di fase, espresso in gradi, rappresenta la relazione tra resistenza e reattanza capacitiva del corpo; il valore di questo parametro presenta una significativa relazione con il sesso del soggetto analizzato, da ciò deriva una discrepanza nel valore ideale, pari ad almeno 6° per gli uomini e ad almeno 5° per le donne.

L'angolo di fase è legato direttamente all'integrità delle membrane cellulari, pertanto un valore particolarmente basso si associa a scarsa integrità delle membrane cellulari, o a scarsa massa cellulare. Una siffatta situazione è spesso legata ad eccessiva attività catabolica e trova riflesso in una perdita di ICW a favore dell'ECW, quando non addirittura in una perdita di FFM e TBW.
L'angolo di fase rappresenta un importante indice prognostico per monitorare la presenza e l'evoluzione dei processi infiammatori cronici.

In tutte le persone bisogna riequilibrare i parametri alterati responsabili delle performance meno valide, specialmente per lo sportivo sottoposto a stress pscico fisico con conseguente acidosi, che merita più attenzione e monitoraggio per anticipare il recupero funzionale.

3) IDROCOLONTERAPIA: Disintossicazione intestinale salutare

4) Terapia Reg.Mat.Ex: Regolazione Matrice Extracellulare

RegMatEx è un dispositivo medico terapeutico non invasivo il quale, attraverso stimolazioni elettromagnetiche a bassa frequenza ed intensità (impercettibili per il paziente), porta alla modifica della mobilità ionica ed alla ripolarizzazione fisiologica degli elettroliti fondamentali quali magnesio, potassio, calcio, sodio, cloro e bicarbonato.

Le sue indicazioni terapeutiche sono le seguenti:

  • Riattivazione dei meccanismi di reazione sistemici immunoendocrini indeboliti dallo stress cronico dell’asse HPA;
  • Riduzione del livello degli stati infiammatori cronici;
  • Abbassamento dello stato cronico di acidosi;
  • Stimolazione del metabolismo basale;
  • Terapia antalgica da infiammazione acuta e cronica
  • in PRATICA

Si applicano 4 elettrodi speciali alle estremità degli arti, per trenta minuti, ogni giorno per le patologie acute, con peculiarità eslusiva.

Agisce su problematiche osteoarticolari, ototorinolaringoiatriche, odontoiatriche, uroginecologiche, dolori localizzabili, ma non raggiungibili con altri metodi.

Per le problematiche croniche quali INSONNIA, ALLERGIE, INTOLLERANZE, STANCHEZZA, FIBROMIALGIA, DISTURBI DIGESTIVI, DELL'APPETITO, DEL TRANSITO INTESTINALE, DEL METABOLISMO, MANI E PIEDI FREDDI, SUDORAZIONE NOTTURNA, problematiche correlate allo STRESS CRONICO, si effettuano due volte alla settimana per sei sedute.

Bisogna preliminarmente alcalinizzare la dieta e somministrare una supplementazione idrica e di sali di Magnesio e Potassio per favorire la conducibilità elettrica cellulare per un'efficace azione terapeutica.

Lo specialista strategicamente imposterà protocolli personalizzati

PER LA RIPOLARIZZAZIONE E RIATTIVAZIONE CELLULARE DELLO STATO PATOLOGICO DELLO SPORTIVO, CIOE' IL RECUPERO IN CUI NON BISOGNA ATTENDERE LA RISPOSTA ALL'INTEGRAZIONE DEI "SALI", INDISPENSABILI MA CHE NON MODULANO DA SOLI LA RISPOSTA TERAPEUTICA

5) OZONO e Sport

Le indicazioni più frequenti della Ossigeno Ozono Terapia nella medicina sportiva sono il recupero dei traumi sportivi, in particolare le distorsioni articolari, le contratture o gli strappi muscolari, dove si osserva una importante riduzione dei temi di recupero della attività motoria.
La Ossigeno Ozono Terapia si utilizza anche nelle epicondiliti (gomito del tennista), nelle talloniti, nella metatarsalgia, nelle borsiti, ovvero in tutte le patologie da elevato utilizzo dei muscoli e dei tendini, tipiche dell’attività dello sportivo.

SPECIALITA' INTEGRATE con professionalità certificate

Pediatria - Fisioterapia - Osteopatia - Ossigeno ozonoterapia Medica

 

 

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