Armiamoci e Amiamoci

In questo periodo di guerra in Ospedale, di ansia nel Mondo, di frenata alla nostra libertà, si può provare a riflettere senza guardare l’orologio. Siamo costretti a stare in casa apprezzando le gestualità non più frettolose, stressanti ed usuranti. La vita lavorativa dei pediatri è cambiata in pochi giorni. Avevo pensato che non sarei riuscito a contenere le richieste ansiogene di tanti genitori. Mi sono preparato discorsi, cartelli, messaggi, anche tradotti, filtri umani tramite la segretaria. I reparti di Pediatria locali sono chiusi per emergenza sanitaria.

GIUSTISSIMO.

Ora cosa sta accadendo? Abbiamo progressivamente capito che il Coronavirus risparmia abbastanza i bambini. Quindi, almeno per questo motivo si attende con fiducia la risoluzione spontanea del loro malessere stagionale, senza rivolgersi al Pediatra o alle strutture ospedaliere. Sono scomparse le ansie per visite specialistiche urgenti, come se il paziente cronico o con diversa patologia fosse appoggiato in una postazione remota. Oggi esiste solo il corona. Di questo virus non sappiamo o sapremo tutto, ma sappiamo come evitare il contagio e la sua diffusione e per questo sono stati chiusi gli ambienti con maggior contatti interpersonali (scuole, impianti sportivi). In ambulatorio e telefonicamente siamo passati dalle accanite richieste terapeutiche di azzerare qualsiasi scolo nasale e di una tosse liberatoria del muco delle prime vie aeree al nulla, nonostante questo virus stia compiendo una strage, almeno sugli anziani. Sono scomparsi gli affollamenti ingiustificati degli ambulatori, spesso immotivati, per aver riscontro per ansie e aspettative taumaturgiche poco giustificate. E’ bastato il tam tam televisivo per distanziare i bambini dal Pediatra, con effetto su tutte le etnie. Si fa a meno della visita pediatrica, dell’accesso improprio al Pronto soccorso Pediatrico e anche di un ricovero in Ospedale. Finalmente si è capito che (ci) si può ammalare andando a contatto con altri forse realmente ammalati. Questa sarà una tappa (temporanea) di consapevolezza genitoriale e assistenziale. Un mondo comprensibilmente surreale. Quando si risolverà questa pandemia, dovremmo fare tesoro di questa pausa riflessiva forzata per rivedere i nostri comportamenti. I bambini si ammalano frequentemente nei primi anni di vita, giustamente secondo natura, per allenare le proprie difese per difendersi al meglio dalle catastrofi dell’adulto. Lo stress ha un ruolo negativo su qualsiasi sistema immunitario, e già nel grembo possiamo condizionarlo, come nei primi anni di vita. Ma è anche necesssario ora più che prima il contenimento della diffusibilità dei virus. Da bambini è un fastidio, da grandi è pericoloso, da anziani è peggio.

Facciamo si che questa estate i nonni possano riabbracciare i bambini ai quali hanno dato vita, senza perdere la propria.

Passeggiata nei campi isolati con i cani