Gli interventi di educazione prenatale e postnatale

L’importanza dei primi 1000 giorni di vita, è un periodo straordinario in cui si costituiscono le fondamenta sulle quali costruiremo il resto della nostra esistenza e la nostra capacità di crescere generazioni felici e sane. In questa fase della vita il cervello si sviluppa più che in qualsiasi altro momento e l’ambiente gioca un ruolo cruciale nel determinare la crescita e lo sviluppo futuri: le esperienze vissute nella prima infanzia sono, infatti, influenzate dal contesto in cui i bambini nascono e crescono e dalle figure adulte che per prime si prendono cura di loro, in famiglia, nei servizi e nella comunità di appartenenza. Esperienze positive precoci sono associate a migliori esiti scolastici, a un sano sviluppo sociale ed emotivo, a migliori risultati nel contesto lavorativo e, in generale, a un migliore stato di salute.

Tuttavia, nella prima infanzia e nei periodi successivi non tutti i bambini hanno le stesse opportunità di crescere bene e in salute e pertanto già in questi primi anni di vita possono emergere forti disuguaglianze. Esperienze negative precoci possono sfociare in problemi di salute e sociali negli adulti, quali ad esempio obesità, malattie cardiovascolari, problemi di salute mentale, dispersione scolastica, disoccupazione.

Le esperienze vissute nella prima infanzia sono una base preziosa per l’intero ciclo di vita e sono influenzate dall’ambiente in cui i bambini nascono e crescono e dalle figure adulte che per prime si prendono cura di loro, in famiglia, nei servizi e nella comunità di appartenenza. I primi anni di vita possono condizionare, sia in senso positivo sia in senso negativo, lo sviluppo futuro dei bambini. Questo non significa che, in senso deterministico, ciò che accade fin da piccolissimi incida necessariamente e inesorabilmente sulla crescita futura: molti bambini, sebbene nati in contesti caratterizzati da indigenza, superano le avversità e diventano adulti sani e produttivi, forse perché in possesso di doti personali o per fattori protettivi nella famiglia o nella comunità di appartenenza. Tuttavia le prime esperienze orientano lo sviluppo secondo percorsi che sarà più difficile modificare mano a mano che il bambino diventa adulto: un inizio in salita è costoso e arduo da superare. Si potrebbe affermare che la qualità delle prime esperienze crea, nel corso della vita, dei gradienti sociali nelle traiettorie dello sviluppo umano.

Ridurre le disuguaglianze di salute nel corso dell’esistenza è un primo importante passo nella giusta direzione sarebbe garantire a tutti i bambini, fin dalla nascita, le condizioni più favorevoli: la tutela della salute della madre durante la gravidanza, la possibilità di sperimentare relazioni di affetto e sensibilità in un ambiente stimolante e sicuro e l’accesso ad un’assistenza di alta qualità e ad un’educazione precoce e tempestiva. I bambini che “iniziano” con le migliori premesse hanno la probabilità di riuscire bene a scuola, di ottenere un impiego ben pagato e di godere di benessere psicofisico in età adulta. I neonati che hanno mamme che in gravidanza fumano o bevono, che nascono sottopeso, soffrono per un attaccamento non sicuro, vivono in un ambiente povero di cultura e carente nel linguaggio, sono esposti a relazioni in cui sono frequenti scambi verbali improntati a durezza e ostilità e sono esclusi da un’educazione prescolare di elevata qualità, quando inizieranno la scuola si troveranno in condizioni di significativo svantaggio. Inoltre la scuola, nella misura in cui non interviene per mitigare le conseguenze di una prima infanzia povera e disagiata, può ampliare il divario.

Lo sviluppo precoce del bambino è un importante, se non il più importante, determinante sociale di salute. Questo periodo va dallo sviluppo prenatale all’età di 8 anni. Il tema della prima infanzia, nelle politiche e nei programmi, deve essere prioritario poiché è soprattutto in quei primi anni di vita che si gioca il benessere e la realizzazione delle generazioni future. L’attenzione si deve rivolgere anche alle famiglie, perché supportare lo sviluppo precoce del bambino comporta agire in modo tempestivo fin dal concepimento. Agire nella prima infanzia: > favorisce uno sviluppo in salute. Uno ‘sviluppo in salute’ - che comprende salute fisica, sociale, emotiva, sviluppo di competenze cognitive e linguistiche - contribuisce al benessere fisico e mentale e facilita l’affermazione personale e professionale della persona lungo tutto il corso della vita;

> riduce povertà, svantaggio e disuguaglianze di salute.     

Ogni bambino ha bisogno di ambienti e di legami che siano sicuri, salutari, educativi e che offrano cura e supporto. Interventi mirati nella prima infanzia contribuiscono, in maniera rilevante, a ridurre le disuguaglianze di salute di una generazione;

> risulta ‘economicamente’ vantaggioso.                               

Nei primi anni di vita esiste il più elevato ritorno degli investimenti fatti a beneficio sia dell’individuo sia dell’intera società. 

Lo sviluppo precoce prende in considerazione lo sviluppo cognitivo, fisico, linguistico, motorio, sociale e emotivo del bambino tra il concepimento e gli 8 anni di vita, mentre ilquadro di cura nutrizionale, ha come focus il periodo compreso tra il concepimento e i 3 anni di vita del bambino, a causa dell’estrema sensibilità di questo periodo rispetto allo sviluppo umano.

Lo sviluppo olistico del bambino. Si fonda sul concetto che le cure fornite al bambino debbano “nutrirlo” su più piani, che includono non soltanto la cura materiale del corpo e della salute fisica, ma anche un’attenzione particolare alla componente emotiva, affettiva, educativa e culturale. Solo considerando in maniera integrata questi diversi apporti è infatti possibile promuovere la crescita del bambino incoraggiando la piena realizzazione del suo potenziale umani.

Per consentire ad ogni bambino di raggiungere il suo pieno potenziale, sono quindi necessarie 5 componenti strettamente correlate e indivisibili: buona salute, adeguata alimentazione, vigilanza e salvaguardia dai pericoli, prendersi cura con sollecitudine, sensibilità ed efficienza e opportunità di apprendimento precoce.

I primi 1.000 giorni