Infezioni Urinarie

Si definisce infezione delle vie urinarie (IVU) la presenza di batteriuria significativa, cioè di numero di batteri nelle urine in concentrazione superiore a 100.000/ml.

Si distinguono 3 forme fondamentali di IVU: cistite (IVU bassa), pielonefrite (IVU alta), batteriuria asintomatica (condizione benigna, più frequente nelle bambine, caratterizzata da urinocoltura positiva senza altre manifestazioni d’infezione). La cistite e la batteriuria asintomatica non causano un danno renale; la pielonefrite, soprattutto se trattata tardivamente oppure ricorrente, può portare ad un danno parenchimale renale (“pielonefrite cicatriziale”: pyelonephritic scarring).

Nel 90% dei casi è dovuta a germi Gram-negativi, di cui il 75% rappresentato da Escherichia Coli ed il resto da Proteus, Pseudomonas aeruginosa, Klebsiella, Aerobacter aerogenes; i batteri Gram-positivi più frequenti sono lo Staphilococcus aureus ed epidermidis e lo Streptococcus tipo B.

Nella maggior parte dei casi l’infezione avviene per via ascendente (microrganismi di origine fecale che raggiungono l’uretra e da qui la vescica); la via ematogena è molto rara, tranne che nel neonato. Fattori patogenetici importanti sono:
- la virulenza batterica;
- la stasi urinaria secondaria ad uropatie ostruttive (valvole dell’uretra posteriore, stenosi della giunzione pielo-ureterale o uretero-vescicale, ureterocele, calcoli), oppure ad alterazioni funzionali (dissinergia vescica-sfinteriale, vescica “instabile”), o anatomo-funzionali (vescica neurologica);
- il reflusso vescico-ureterale (RVU).

Nei primi 2 anni di vita i sintomi sono assenti o aspecifici: scarsa crescita ponderale (risposta B), anoressia, vomito, diarrea, ritenzione urinaria acuta.
Nelle età successive la sintomatologia è più specifica: disuria, pollachiuria, urine maleodoranti.
La presenza di febbre, dolore lombare e/o addominale evocano il sospetto di pielonefrite.

La diagnosi di infezione si basa :
- sull’esame delle urine con osservazione microscopica del sedimento urinario : leucocituria, batteriuria significativa;
- sull’urinocoltura: significativa se >100.000/ml, dubbia se 10.000-100.000/ml, negativa se <10.000/ml.
Febbre e valori elevati di PCR e VES sono più spesso presenti nelle IVU alte.

Le IVU non sono causa di edemi declivi

 

IMPORTANTE : raccogliere le urine in modo corretto.

vedi: http://www.selfpediatrico.it/-sacchetto_urina_foto.html

Antibiogramma: istruzioni per l'uso

Cos'è l'antibiogramma

L'antibiogramma è un test che permette la valutazione del profilo di sensibilità batterica in vitro a vari antibiotici che si esegue esponendo concentrazioni standard del microrganismo in esame ad una serie di ben definite concentrazioni di farmaci.

Le metodiche più largamente utilizzate dai Laboratori di microbiologia clinica sono la diffusione in agar secondo Kirby-Bauer (manuale) e la microdiluizione in brodo (automatizzabile).
La prima metodica prevede la valutazione, su terreno agarizzato, dei diametri degli Aloni di Inibizione che circondano il punto di deposizione di dischetti antibiotati, mentre la seconda permette ottenere, per le varie molecole testate, la Minima Concentrazione Inibente (MIC), intesa come la più bassa concentrazione del farmaco in grado di inibire la crescita "in vitro" del microrganismo saggiato.

I diametri degli aloni di inibizione o le MIC vengono poi rapportati a valori soglia (breakpoint) fissati da alcune Istituzioni scientifiche per le diverse combinazioni microrganismo-antibiotico. Attraverso il confronto con i breakpoint, i risultati ottenuti possono essere tradotti nelle cosiddette Categorie di Interpretazione :

S (sensibile)

I (intermedio)

R (resistente).

 

I breakpoint

Per ogni combinazione microrganismo-antibiotico vengono fissati due breakpoint (se sono previste tre categorie di interpretazione: S-I-R) o un solo breakpoint (se sono previste due categorie di interpretazione: S-R)

I breakpoint sono fissati in funzione di un complesso insieme di parametri:

- microbiologici (es. distribuzione delle MIC o degli aloni di inibizione dei ceppi selvaggi, cioè privi di meccanismi di resistenza acquisiti)
- farmacologici (es. dosaggio del farmaco terapeuticamente utilizzabile e concentrazioni sieriche ottenibili)
- clinici (es. studi di efficacia clinica).

La MIC

Quando disponibile, la MIC può costituire, se correttamente interpretata ed utilizzata, uno strumento di grande utilità per la scelta della migliore strategia terapeutica, soprattutto in caso di particolari criticità relative a :

- sede di infezione (sangue, S.N.C., polmone, tessuti profondi...)
- condizioni cliniche del paziente
- microrganismi multi-resistenti (MDR)

Per interpretarla in modo corretto occorre anzitutto considerare che:

- valori preceduti da segno ≤ indicano che la crescita del microrganismo è stata inibita dalla più bassa concentrazione dell'antibiotico utilizzata per il test, esprimono quindi una notevole sensibilità indipendentemente dall'entità del valore numerico

Esempio A

MIC antibiotico X ≤ 8
MIC antibiotico Y ≤ 0,5
Il microrganismo si è dimostrato tanto sensibile a X quanto a Y

- se non preceduto da tale segno il valore della MIC dovrebbe essere valutato anche in relazione alla "distanza" dal valore del breakpoint fra la categoria S e quella I o R (Limite di sensibilità), tenendo presente che vengono testate concentrazioni "al raddoppio".

Esempio B:
MIC antibiotico X = 1 con breakpoint = 8
MIC antibiotico Y = 1 con breakpoint = 2
X è l'antibiotico con la MIC più favorevole

Esempio C:
MIC antibiotico X = 0,5 con breakpoint = 1
MIC antibiotico Y = 2 con breakpoint = 32
Y è l'antibiotico con la MIC più favorevole

Le categorie S/I/R e la correlazione clinica

La correlazione fra le indicazioni ottenibili dai test "in vitro" e la reale efficacia clinica delle molecole nel singolo caso non è ovviamente assoluta, dipendendo da un insieme complesso di fattori fra i quali grande rilievo hanno:

- l'effettivo ruolo clinico del microrganismo esaminato
- la sede dell'infezione e la possibilità del farmaco di raggiungerla in concentrazioni adeguate
- il dosaggio e la corretta modalità e tempistica di somministrazione dell'antibiotico anche in relazione alle caratteristiche farmacocinetiche e farmacodinamiche

Usualmente si considera l'indicazione S come predittiva dell'efficacia del farmaco (se correttamente somministrato), R corrisponde ad un'improbabile efficacia del farmaco, I esprime una scarsa sensibilità (quindi una lieve resistenza) ammettendo dunque che il farmaco possa risultare efficace solo qualora si concentri particolarmente nella sede di infezione o sia utilizzato a dosaggi sufficientemente elevati.

Il ruolo del microrganismo

Deve tuttavia essere sempre considerato che la refertazione di un antibiogramma non è di per sé indicativa della reale necessità di intraprendere un'antibioticoterapia.
La decisione di iniziare, continuare o modificare la terapia antibiotica può avvalersi del contributo del laboratorio di microbiologia ma deve sempre anzitutto basarsi su un'attenta valutazione clinica.

 

URINOCOLTURA

L'urinocoltura è un particolare esame delle urine che permette di individuare la presenza di microrganismi nelle urine.Viene eseguito per confermare o identificare l'esistenza di una infezione delle vie urinarie precisandone l'agente causale.Per eseguire questo esame è necessario un campione di urina, emessa da non più di 2 ore, raccolto in un contenitore sterile. La raccolta del campione deve essere preceduta da un accurata detersione dei genitali, abbondantemente risciacquati con acqua. Deve essere raccolta la prima urina del mattino avendo cura di eliminare il primo getto immettendo nel contenitore solo una piccola quantità della urina intermedia.Il contenitore deve essere subito chiuso avendo cura di non toccare i bordi o il suo interno.Una raccolta di urina effettuata senza seguire scrupolosamente questi accorgimenti, può falsare il risultato dell'esame e influenzare in modo errato la terapia. Alcuni centri effettuano anche l'esame del primo mitto (primo getto di urine), che va raccolto in un contenitore a parte, su cui si effettuano la ricerca di Micoplasmi urogenitali, Gonococco e HPV.

RACCOLTA PER ESAME URINE
Procedura nel sesso femminile

1. Lavarsi le mani
2. Con una mano allargare leggermente le grandi labbra della vagina
3. Lavare i genitali interni con acqua, magari ricorrendo a piccole doccine manuali in modo da far convogliare il getto con abbondante acqua corrente.
4. Asciugare i genitali con un panno pulito di bucato o con fazzolettino pulito
5. Cominciare ad urinare sul Water in modo da svuotare all'incirca la metà del contenuto della vescica
6. Riempire il contenitore apposito senza smettere di urinare ed evitando di toccarlo internamente con le mani
7. Continuare a svuotare totalmente la vescica
8. Chiudere nel miglior modo possibile il contenitore evitando di toccarlo all'interno e di toccare il tappo.